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Compilare un catalogo dei nutrimenti da eliminare nel corso di un regime alimentare ipocalorico non sempre è corretto da un punto di vista nutrizionale. Nessun alimento, esaminato distintamente, è causa di un accrescimento del peso né tantomeno nutrirsi esclusivamente di alimenti leggeri provoca obbligatoriamente uno smaltimento dei chili superflui, tuttavia le regole del mangiar bene e in maniera sana possono ritenersi universali.
Le cause del fallimento di una dieta dimagrante possono derivare da numerosi motivi ,quali ad esempio eventuali allergie a specifici alimenti di cui non siamo a conoscenza. Quest’ultime costituiscono una notevole concausa del sovrappeso poiché, quando consumiamo un alimento verso il quale siamo intolleranti, per una sorta di risposta immunitaria il corpo rilascia una sostanza prodotta da un acido grasso chiamata eicosanoide la quale determina un importante rallentamento del ritmo metabolico.
Anche le combinazioni tra i diversi nutrimenti potrebbero risultare non corrette ai fini di una perdita di peso. Totalmente sconsigliato il consumo di pietanze che vedono combinati latte e carne, uova e formaggio, carboidrati e carne, pesce e legumi in quanto compromettono il buon svolgimento del processo di digestione provocando un “appesantimento” della linea.
E’ noto quanto cibi fritti, intingoli grassi, salumi, bevande alcoliche, merendine dolci e grassi di origine animale dovrebbero essere in assoluto banditi dalla nostra alimentazione in quanto, oltre che smisuratamente energetici, sono una minaccia per la salute delle nostre arterie. Discorso differente va fatto per i carboidrati: pane e pasta, per quanto presentino un importante contenuto calorico, non vanno mai evitati in quanto contengono nutrienti necessari al nostro organismo, è bene invece consumarli nella prima parte della giornata quando il metabolismo è più veloce.
Frutta e verdura non devono in nessun caso mancare nella nostra dieta quotidiana per dimagrire poiché rappresentano una riserva ottimale di vitamine, sali minerali e fibre alimentari. Nonostante questo presentano qualche insidia occulta. Ad esempio la frutta può essere un valido snack del pomeriggio ma deve essere evitato al termine dei pasti principali e soprattutto alla sera in quanto rallenta il processo digestivo. Inoltre, convinti della loro leggerezza si è spinti a mangiarne in quantità esagerata dimenticando che talune specie potrebbero essere veramente molto caloriche: uva, fichi, cachi e banane non sono proprio frutti dietetici dunque vanno consumati con parsimonia.
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Per ottimizzare al meglio l’effetto di un pianoalimentare dimagrante ed accelerarnei tempi di riuscita, oltre che alla continuità ed alla determinazione è sufficiente seguire poche piccole accortezze.
Per esempio spesso si pensa che limitarsi a consumare soltanto i tre pasti principali sia una maniera efficace per perder peso, ma in realtà quante più volte mangiamo durante il giorno, tanto più il nostro organismo costituisce costretto a smaltire. Sarebbe dunque buona regola programmare non meno di cinque pasti giornalieri in quanto se non si assume cibo per lassi di tempo troppo ampi - per esempio dal pranzo alla cena - il metabolismo è spinto a decrescere per preservare il corpo dalla “carenza” energetica.
Praticare un’ attività fisica immediatamente successivamente al risveglio e completamente a stomaco vuoto costituisce indubbiamente una delle modalità migliori per dimagrire perché dopo il riposo notturno i livelli glicemici sono molto più bassi rispetto al resto della giornata, questo denota che durante l’attività l’organismo è costretto a consumare soprattutto i grassi. Inoltre si promuove la formazione di adrenalina che sveltisce il processo metabolico..
Consumare molta acqua, è risaputo, è un’abitudine indispensabile per promuovere il rilascio di tossine e contribuire ad un più efficiente ricambio idrico e per rendere questa sana azione ancor più utile è sufficiente arricchire l’acqua con estratti di pilosella o di orthosiphon, droghe che vantano spiccate proprietà diuretiche e drenanti.
Un piccolo stratagemma, che si suggerisce di adoperare unicamente per casi di assoluta necessità e per brevissimo tempo per scongiurare gravi sbilanciamenti nutritivi, consiste nell’eliminare completamente dalla propria tavola ogni specie di carboidrato. Il corpo infatti sfrutta come prima forma di energia quelle derivate dai carboidrati e solo dopo grassi e proteine, ne consegue quindi che quando questi non sono presenti nella nostra dieta, i grassi saranno consumati al fine di primi e più velocemente.
Si calcola che in media il senso di sazietà arrivi al cervello all’incirca 20 minuti successivamente l’inizio del pasto è pertanto necessario adottare una masticazione lenta e costante poiché questa pratica, oltre che favorire la digestione, ci può aiutare a dedicare al pasto il tempo utile a farci sentire “pieni”.
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